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ABBINAMENTI BIGLIETTI ESTRATTI
LOTTERIA PROGETTO VELA IN COLLABORAZIONE CON LIONS RAVENNA BISANZIO
1 - JAMES SPITHILL TICKET N. 3402
2 - PAOLO CIAN TICKET N. 2532
3 - DAMIEN IEHL TICKET N. 316
4 - PHILIPPE PRESTI TICKET N. 297
MATCH RACE
Abbiamo ancora negli occhi le partenze di Luna Rossa
e quelle della finale di Alinghi e Team New Zealand, che già siamo
pronti a per le nuove sfide del match race che caratterizzeranno dall’11
al 15 luglio la XIII edizione del Trofeo Trombini.
Marina di Ravenna si prepara così a tornare capitale mondiale della
grande vela, appena pochi giorni dopo la finale della XXXII America’s
Cup a Valencia. Il Trofeo Challenge Roberto Trombini, rappresenta il primo
evento di Grado 1 ISAF organizzato in Italia, ed è stabilmente
tra gli eventi più importanti del calendario internazionale: ringrazio
per questo gli amici di Progetto Vela e il Circolo Velico Ravennate per
la preziosa collaborazione.
Marina di Ravenna è tradizionalmente un centro di eccellenza per
lo sport velico. Ed è cresciuto anno dopo anno, anche sull’esempio
dei grandi skipper che hanno frequentato e che frequentano il ‘Trombini’.
In questi tredici anni sono sbocciati nuovi campioni ravennati di vela,
Giovanni Ceccarelli (la ‘firma’ dei nostri Tom 28) progetta
stabilmente scafi per la Coppa America (vedi +39), cantieri nautici e
aziende si sono sviluppati tecnologicamente e oggi producono componenti
importanti per le barche più sofisticate.
Sono convinto che tutto il movimento velico abbia contribuito alla crescita
complessiva del settore, dando una opportunità di sviluppo in più
alla nostra economia. Ne siamo orgogliosi. E ora in mare.
Buon vento a tutti.
Progetto Vela
Il Presidente
Andrea Trombini
Match
Race – Trofeo Challenge Roberto Trombini – Thirteenth edition
La Tredicesima edizione del Trofeo Challenge Roberto
Trombini si svolgerà in una Marina di Ravenna rinnovata e ancora
più felice di ospitare questo “corpo a corpo” tra grandi
skipper.
Il Trofeo Trombini è un evento internazionale che da tredici anni
fa promozione alla nostra città e che vede impegnati Progetto Vela
e Circolo velico ravennate, con il convinto sostegno delle istituzioni
del nostro territorio. Sono orgoglioso che il Match Race – oltre
a portare nella nostra città la grande vela – sia anche uno
di quegli eventi che valorizza in grande stile i talenti ravennati.
Basti pensare che il Tom 28, la barca utilizzata per la manifestazione,
è stata pensata e disegnato dal progettista ravennate Giovanni
Ceccarelli proprio per il Trofeo Roberto Trombini. Un professionista come
Ceccarelli, reduce dall’America’s Cup di Valencia, dà
lustro a tutta la città. Così come siamo orgogliosi di Michele
Ivaldi e Matteo Plazzi, protagonisti a Valencia con Luna Rossa.
Con la vela crescono le infrastrutture. L’inaugurazione di Marinara
ha segnato un traguardo importante per la località e per tutti
gli appassionati. Sono convinto che queste infrastrutture portino con
sé potenzialità inedite e costituiscano un grande valore
aggiunto nel ridefinire l’identità dei lidi.
Insomma, il Trofeo Roberto Trombini ci ricorda che a Ravenna c’è
molto di cui essere orgogliosi. E molto su cui lavorare per realizzare,
assieme agli appassionati di vela e di mare, ottimi progetti per il futuro.
Auguro a tutti una grande gara, in compagnia del vento.
Il
Sindaco di Ravenna
Fabrizio Matteucci
Memorial - Roberto Trombini
L’agonismo che contraddistingue le sfide di
Match Race è indubbiamente il tratto che maggiormente identifica
Roberto Trombini quale velista caparbio così come l’abbiamo
conosciuto nei numerosissimi duelli vissuti al suo fianco in mare. Dalle
derive olimpiche è passato, negli anni settanta e ottanta, in veste
di armatore e di skipper, alle imbarcazioni d’altura che hanno partecipato
alle Ton Cup di Trieste e di Napoli, sempre in squadra nazionale.
Numerosissimi sono i successi collezionati in sequenza con le imbarcazioni
Felipe, Ovosodo e Garibaldi, dal Campionato Italiano di Castiglione della
Pescaia del 1974, al Campionato del Mediterraneo del 1977 a Palma di Maiorca,
ai Campionati Italiani di Anzio e Cala Galera nel 1977 e 1982, solo per
citarne alcuni.
Una sorta di rivalità spontanea con Raul Gardini ci portava a trascorrere
numerosi fine settimana invernali in competizioni improvvisate, utilizzando
imbarcazioni simili.
In ogni caso Roberto è sempre rimasto il timoniere e lo skipper
che ha condotto da solo le proprie barche in regata, non essendosi mai
rivolto a velisti professionisti: amava vincere o perdere in prima persona,
insieme ai suoi ragazzi.
Tino Giannella
“ Tutto è iniziato in un ristorante, sul
lungomare di Marina di Ravenna, nell’estate del 1996 probabilmente
in luglio, un tavolo apparecchiato, un piatto di tagliatelle, una braciola
di castrato con le patate e il pomodoro e, i primi schizzi del Tom 28
fatti sulla carta del menu.
Erano presenti oltre me, Andrea Trombini, Matteo Plazzi, Tino Giannella
ed altri amici del match race.
Alcuni dei presenti, volevano acquistare una barca di serie adattata dal
one design.
Andrea non ebbe dubbi voleva una sua barca, per essere diverso dagli altri,
per avere una manifestazione al top, alla ricerca del meglio, ed ebbe
ragione.
Insieme a Matteo e a Tino definimmo la lunghezza, battezzata in 28 piedi,
reputata giusta per le regate all’interno delle dighe e quattro
persone di equipaggio….. una scelta azzeccata .
Il Tom 28 è stata la prima barca ideata, al mondo appositamente
per il match race, ancora oggi è presa a riferimento.
La prima discussione fu, quando fummo al caffè sulla poppa aperta
o chiusa, Andrea la voleva più classica chiusa alla fine si è
optato per la poppa aperta più funzionale e moderna, scelta che
a posteriori giusta.
Sul colore non c’è stato dubbio, fin dall’inizio, coperta
verde, scafo bianco, come il 12 metri di Ted Turner Courageous, ma anche
come il mio Forza Giò uno dei miei primi progetti degli anni ottanta,
un Quarter Tonner per la classe IOR, costruito in lamellare di cedro e
con le epossidiche, dal maestro De Cesari a Cervia, nello stesso periodo
in cui costruivano nel capannone al suo fianco Garibaldi, il One Tonner
di Roberto Trombini.
Il Tom 28 è stato il mio primo progetto pensato per il Match Race,
una disciplina affascinante e coinvolgente che ti può fare vivere
emozioni forti come nessuna altra classe è in grado di trasmettere.
Ho continuato, grazie anche ai consensi che il Tom 28 ha ricevuto nel
mondo da tutti i più importanti timonieri che si sono avvicendati
a partire da Russel Coutts , Peter e Magnus Holmberg, James Spithill ,
Jens Graham Hansen , Cris Law , gli Italiani Matteo Simoncelli e Paolo
Cian, a progettare per il settore della match race. Negli ultimi 7 anni
è stata una delle mie applicazioni full time, prima quale principal
designer o meglio capo progetto per Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato
in Nuova Zelanda nel 2003 e quest’ ultima edizione della Coppa America
a Valencia, sempre con lo stesso ruolo di progettista per il team +39
challenge , la sfida del Lago di Garda con al timone del mio Ita 85, il
nuovo astro nascente della match race Ian Percy .Una sfida quella di +39,
che mi ha lasciato il rimpianto di avere disegnato una barca molto buona,
per alcuni una delle più innovative, che di giorno in giorno è
migliorata, di avere avuto a disposizione un ottimo patrimonio umano di
equipaggio e collaboratori ma, che a causa di una non buona gestione delle
risorse economiche, ci ha portato a non allenarci come necessario in una
competizione come la Coppa America. Unico rimpianto, quindi, che la barca
non ha potuto fare vedere il suo reale potenziale.
E’ stata comunque un’altra tappa della mia vita professionale
molto importante .
Barche diverse il Tom 28 ed il Coppa America, dimensioni diverse, investimenti
diversi ma sempre uno stesso approccio, un’idea progettuale condivisa
con l’armatore, a volte schizzata o sintetizzata in un foglio di
carta di un ristorante e poi ricerca, sviluppo ed analisi fino a trasformare
l’idea in realtà, nell’oggetto finito e provato in
mare per poterlo poi sviluppare e mettere a punto in ogni singolo dettaglio.
Il progetto di un Coppa America o del più piccolo Tom 28 ha sempre
le stesse problematiche, la grande differenza è la ricerca che
si deve fare per il Coppa America, lo studio di ogni dettaglio che ti
porta via anni di lavoro .
Il Tom 28 ha avuto un padre in Andrea Trombini, ha avuto in me chi ha
tradotto la volontà di avere una barca innovativa, sicura e veloce
per le acque interne, chi le ha tradotte in linee d’acqua e poi
in un oggetto compiuto.
L’armatore o il patron in ogni sfida ha una grande importanza, è
colui che crea la squadra, che la motiva, che gli dà le risorse
per potere progredire anche nei momenti di difficoltà .
Questo concetto è vivo nella vela dove c’è un connubio
di uomini e mezzi, è esaltato nel mondo della Coppa America.
Alla base di ogni successo o insuccesso sportivo o imprenditoriale c’è
sempre l’uomo ed il team creato attorno a lui .
Andrea ha saputo, assieme a Tino e a Matteo ed anche a me, con il Tom
28 a trasformare la manifestazione del Trofeo Trombini fino a farla diventare
di riferimento per la vela mondiale sapendo creare un gruppo attorno a
lui forte e motivato.
Ed ora a 10 anni di distanza sono pronto, con un altro foglio bianco per
affrontare, con Andrea, nuove sfide. “
Giovanni Ceccarelli
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